Tra muschio e rugiada - di Vittorio Bonazza
Scendo le scale della mia memoria
c’è ancora molta nebbia che contrasta con il dovere
con il piacere
con il volere
con il dolore
macchiato dall’amore
squarciato e deriso dal sapiente perdono
…dono? Ove ho lasciato le odi della sibilla?
Ove sono i versi degli oracoli?
Ove ho mangiato l’anitra di pietra?
Scendendo i gradini delle mura di creta…
Assorta è la mia memoria…
Assorta nel suo grido di vendetta
e, povera, incespica nella fitta nebbia
del dolore
- umano, fisico, quotidiano, imperturbabile -
macchiato dall’amore
- vero, unico, grande, superiore -
del lancinante perdono
- secco, inodore, tagliente, unico -
risalgo le scale della memoria
foschia si adagia a pupille stanche
là, un lupo grigio, lambisce
poso la mano sulla sua fronte
e svengo tra muschio e rugiada
(vittorio bonazza the just – 5 agosto 2008 – “TRA MUSCHIO E RUGIADA”)
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Pubblicato il 17 08 2008 alle 8:51 am | Numero: 1
Senza andare a intaccare la musicalità di questo componimento, volevo però far sapere a Vittorio che ho pubblicato queste sue parole perché mi hanno colpito, perché esiste un modo particolare per comunicare emozioni, a volte, che non può essere differente. E qui, tu, lo hai preso in pieno.
Ancora grazie. Patty