Archivio per la tag 'infanzia'
Rileggendo un vecchio scambio di post, mi è venuta l’idea di pubblicare qui, a due voci, un brano a mio parere divertente che non merita di andare perduto o dimenticato.
Nel farlo vorrei ringraziare Mariagrazia per l’amicizia e l’affetto che trasformano freddi pixel in un mondo incantato.
Mariagrazia: Odio gli insetti. Zanzare, farfalline, formiche, moscerini e mosche… odio gli insetti. L’erba fresca…e vabbè, sarà bella ma è scomoda. Profuma… Si è vero, profuma ma poi che te ne fai? Insomma che ci dobbiamo andare a fare in campagna?
Sarà che mia madre mi ha trasferito l’odio per i picnic, ma il sole me lo voglio godere al mare… a me piace la sabbia. Attenzione non spiagge di sassi, mi piace la sabbia quella bianca, sottile, che ti entra nelle scarpe, che si cuoce sotto il sole. Il mare col suo blu, con l’orizzonte infinito che s’intravede piccolo piccolo. Torno bambina al mare.
In campagna sto scomoda. Ma che si fa in campagna… ce devi avè la casa, se no dove vai, nei boschi? a fare fragole. Eh lo so, sono prevenuta. Ma quelle giornate familiari tutti insieme, nipotini compresi, oddio, terribili.
“L’hai prese le posate, l’hai portato il vino, e il pallone, il pallone dov’è? Attenzione non ti sedere là, è bagnato, i bambini corri dietro ai bambini. Nessuno ha portato gli sgabellini, o cavolo e dove ci sediamo, a terra dai, ma diventiamo verdi. Gaia, Antonio, Giuseppe, Francesco a mangiare. Ma falli correre, ma che è s’è alzato il vento, uffà… ma che ore sono? Hai acceso la brace? Eh guarda la brace come la fa Marco. Ma a me piace il pollo la carne si brucia, si carbonizza. Ah, e il pollo chi l’ha portato? Antonio, Gaia, Giusppe Francesco non vi allontanate. E dopo che facciamo, hai portato le carte? ma no il pallone. Il pallone? ma io voglio schiacciare un sonnellino…..”
La campagna, orrore e incubo dell’infanzia sul Monte Taburno, meta di tutti i campani in gita. Ma quella è la montagna
scema… E la montagna la campagna che ne so… A me mi piace il marreeeeeee.
Il mio regno per un pedalò!
Patrizia: Non dimenticando, in tutto questo: ehi, ando’ vai? mica ti vedo se vai: dietro il cespuglio, sotto il ponte, dietro l’albero… E il cappello? hai messo il cappello che c’è il sole, tira vento, ti viene: male alle orecchie, alla testa, alla gola… e il polline? stai lontano da quegli alberi che ci sono gli animali, che ti fai male!!!
Non correre, gioca ma piano, tira la palla ma non lontano, gioca con il nonno che si sente solo, è anziano fai piano, le racchette no, la palla no, gioca a carte, ma attento al vento che Continua..
Stereotipi e dipendenza
Stereotipi e Dipendenza.
Due parole molto comuni che nascondono uno dei problemi più attuali della nostra società.
Il primo concetto che ci viene in mente è quello della dipendenza dal cibo, da cui derivano patologie importanti quali bulimia e anoressia, tematiche così delicate da trattare che a volte ci spaventa anche solo il
nominarle.
Altre, quelle da fumo, alcool, droga. Patologie. Malattie. Deviazioni mentali. Ne derivano: emarginazione, scontentezza, solitudine, incomprensione, assenza di dialogo.
Si accusano i mass media, la televisione spazzatura, la cattiva pubblicità. Eppure, sono realtà presenti anche nel nostro passato remoto. Solo che venivano tenute nascoste, non facevano parte delle chiacchiere da salotto. A volte se ne ignorava l’esistenza.
Malattie d’affetto, come le chiamo. Derivazioni di mancanza. Assenza di dialogo e di tempo. In pratica classiche presenze della nostra società.
Assistiamo a programmi televisivi dove tutti sono bellissimi, magrissimi, dove vestirsi in un certo modo appare come l’unico modo per essere accettati in società.
Non è facile per i nostri giovani, bambini o adolescenti che siano. I cartoni fanno vedere giovincelle che rispecchiano la nostra società. Le serie americane ci parlano di adolescenti di 13\14 anni sessualmente più che attivi, che si pongono nei confronti della vita con un fare già da adulti…
Siamo sinceri, i sani Puffi dove sono finiti? Il mondo dei bambini Continua..
